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sabato 30 maggio 2009

OPERATORE OLISTICO

cosa vuol dire "Operatore Olistico"

Una lezione tenuta dal dott G.Salica al corso di
" Operatore Olistico"

Grazie alle tecniche olistiche è possibile ritrovare l'armonia psicofisica e la consapevolezza del sé



Le tecniche olistiche originano dalle grandi tradizioni di Oriente ed Occidente e si ispirano alla visione unitaria di mente, corpo e spirito. Questi approcci oggi sono riconosciuti come sicuri coadiuvanti della salute e del benessere.

Se al medico spetta il compito esclusivo di occuparsi della diagnosi e della cura delle malattie, si va sempre più delineando la figura di operatori del benessere, che possono rivelarsi di grande aiuto in una società che vede in netto aumento le patologie da stress e da invecchiamento precoce.

In questo contesto si evidenzia la necessità di figure professionali come l'operatore olistico, che può servire da guida per cia¬scuno di noi, affinchè si possa vivere in perfetta armonia con la natura, anche con il contributo dell'omeosinergia.

Bisogna sottolineare che l'operatore olistico non è un terapista, non fa diagnosi, non cura malattie fisiche o psichiche, non prescrive medicine, bensì sti¬mola il benessere e l'evoluzione globale della persona attraverso l'attivazione della parte sana, aiuta a ritrovare l'armonia psicofisica e la consapevolezza del sè.

La formazione dell'operatore olistico porta a fare un percorso di "crescita" in autostima e fiducia in se stessi e a sviluppare una sensibilità ed una consapevolezza dell'unità "corpo e spirito" che c'è in ognuno di noi.

L'operatore olistico sa bene che noi come corpo non siamo fatti di tante parti separate, di tanti organi separati, di tante cellule separate, ma diventa consapevole che tutti i nostri organi sono come tanti fratellini appartenenti alla stessa famiglia; pertanto se l'occhio sta male, starà male anche il cuore e se sta male il fegato sta male anche lo stomaco, ma soprattutto ha imparato, ha preso coscienza, durante la formazione che dietro ogni sintomo, ogni malattia c'è un essere umano, fatto di emozioni, pertanto la sua malattia è espressione di un disagio interiore.

Sa benissimo che dietro il mal di testa, la gastrite, ecc.. del paziente c'è ansia, stress, egoismo, rabbia, incertezza, paure, preoccupazione, ecc..In quest'ottica, tutte le malattie nascono da pensieri e sentimenti negativi che, come dice la Pnei (psiconeuroendocrinoimmunologia), alterando il fisiologico funzionamento delle ghiandole endocrine, portano ad una disgregazione del sistema immunitario, del metabolismo, del sistema neurovegetativo, ecc..

L'operatore olistico, nel riconoscersi e nel riconoscere l'altro quale individuo sacro, con cuore ed un'anima, farà sì che, nel mettere in opera le sue tecniche (massaggio bioenergetico, riflessologia, tecniche di rilassamento, ecc.), non userà le mani meccanicamente, ma darà alle sue mani l'energia del cuore e dell'amore, come se stesse toccando se stesso.

Chi può usufruire di questi trattamenti? L'utente-paziente che può trarre beneficio dal lavoro dell'operatore olistico siamo tutti noi, nessuno escluso; perchè tutti quanti siamo "piccoli bambini" bisognevoli d'amore, di coccole, di essere "toccati" con la sensibilità che ricorda quella della mamma e pertanto trarne notevole beneficio.

Non ci sono controindicazioni all'amore, in quanto l'amore vince e guarisce tutto (basta riconoscere questo bisogno).

Il paziente impara ad ascoltarsi, ad accogliersi a rilassarsi, visto che lo stress, la vita frenetica che ormai ci contraddistingue, ci ha portato ad un eccessivo proiettarci all'esterno, ad un eccessivo perderci nei pensieri e nelle preoccupazioni e a non apprezzare più tutto quello che di buono e di bello "madre natura"aveva preparato per l'uomo, dotandolo di un potere che si chiama autoguarigione. L'operatore non fa altro che attivare questo processo.

Giuseppina Ragusa fisiatra